Frontiers of Interaction IV

July 5th, 2008

Solo ora trovo un po’ di tempo per parlare di Frontiers of Interaction IV, cui ho partecipato settimana scorsa a Torino.

Per liquidare in fretta tutte le considerazioni di contorno, diciamo che è stato piacevole rivedere alcune facce note, che il pranzo al tramezzino non era niente male, che la sala per l’evento era bella ma progettata per i puffi - e ho collezionato una pletora di ginocchiate sullo schienale della sedia di fronte. Il nuovo MacBook si è comportato bene, ma ha già affermato chiaramente che lui si scalda quanto cavolo gli pare, indipendentemente dalle mie rimostranze.

Sulla conferenza vera e propria, voglio solo riportare alcuni particolari che mi hanno colpito. Se volete riviverla in modo più completo c’è il solito colossale set su flickr e un meraviglioso archivio video.

Seamful ~ Termine che ho trovato meravigliosamente rivoluzionario. Si parla tanto di integrazione seamless delle tecnologie, ma molto spesso questo significa che non si riesce a capire dove sta la tecnologia e come la si usa.
Pensate all’illuminazione nei bagni pubblici controllata da un sensore di movimento: un’applicazione seamless che ci costringe a gesticolare come pazzi nel buio, sperando che il sensore se ne accorga.
Seamful significa invece integrare la tecnologia in modo armonico ma con meccanismi di interazione presentati chiaramente.

OpenSpime ~ Già conoscevo, ma Frontiers è stata l’occasione per rinfrescarmi le idee e solleticare il mio istinto geek. Non mi dispiacerebbe trovare il tempo per qualche esperimento con la libreria Python di OpenSpime.

Spazzino ~ Qui l’indicatore di geekdom è andato proprio fuori scala. Spazzino è uno Spime montato su un Lego Mindstorm hackato con componenti non standard. Kudos ad Alberto Sarullo.

Inglese ~ Questa edizione di Frontiers è stata fortemente anglofona (quasi tutti gli interventi). Fortunatamente l’audio nella sala era molto pulito e gli speaker sono stati molto chiari: la lingua non è una barriera insormontabile, con i giusti accorgimenti.
A margine, alcuni speaker hanno anche regalato momenti di gioia linguistica, con un accento deliziosamente british :D

Bruce Sterling ~ Lo conoscevo solo per nome. Un personaggio curioso, su cui ancora non mi sono fatto un’idea precisa. Mi ha molto colpito il suo intervento, a livello comunicativo: lungo, senza slides, a volte complesso, ma in generale avvincente come un buon libro. Evidentemente la formazione da romanziere non si esprime solo sulla carta.

In cerca di un gatto

June 28th, 2008

Gironzolavo per caso nei pressi del sito-vocabolario De Mauro Paravia, quando mi sono imbattuto in un’affascinante pagina che raccoglie i 200 lemmi più consultati.

In prima posizione, con mia sorpresa, troviamo “gatto”. Mi incuriosirebbe sapere cosa ha spinto così tante persone a cercarlo (”vieni qui, micio micio micioooo”).

Al secondo posto, l’immancabile meta-ricerca di “vocabolario” (più giù c’è anche “dizionario”).

Tra la quarta e l’ottava posizione abbiamo la conferma dell’esperienza empirica che tutti abbiamo fatto a scuola: sui dizionari si cercano le parolacce.
Secondo il De Mauro, peraltro, la forma più corretta è “fica” e non “figa”. Non si finisce mai di imparare :D

Non mancano ovviamente termini meno consueti come “idiosincrasia”, “pleonastico” o “cogènte”. Colpisce tuttavia la presenza di parole anche molto comuni, segno che non sempre un dizionario si usa per cercare un termine che non si conosce.

Curiosa coincidenza: il duecentesimo (e ultimo) lemma della lista è “disamina”. Perché mi pare curioso? Perché a quanto ho constatato in questi anni il 90% della popolazione italiana è convinto che si dica “disaNiMa” :D

Un Jobs al giorno toglie la mela di torno

June 24th, 2008

In questi miei primi giorni da utente Mac sto scoprendo un sacco di particolari del mondo Apple che mi erano sconosciuti. E’ un processo di scoperta estremamente interessante e gratificante: non mi succedeva da anni di dover esplorare un nuovo sistema da zero ed ogni piccola scoperta mi sembra un evento.
Mi perdonino quindi gli utenti Apple di lunga data, se dico ovvietà ;)

Parlando con un collega di tastiere Apple - e della mia difficoltà ad abituarmi alle nuove shortcuts - siamo arrivati a chiederci come mai lo stiloso tastino con la mela fosse stato sostituito da un ben più prosaico “command”: una scelta di termini e simboli più adatta all’approccio ingegneristico di Microsoft che non alla verve artistica di Apple.

Per capire come mai, Wikipedia mi ha riportato indietro fino al 1983. Nell’agosto di quell’anno, uno Steve Jobs visibilmente contrariato irrompe in uno degli uffici di Apple:

“There are too many Apples on the screen! It’s ridiculous! We’re taking the Apple logo in vain! We’ve got to stop doing that!”

Che era successo?
Il simbolo usato per le shortcut deve ovviamente essere mostrato sullo schermo in ogni posizione in cui si trova una delle shortcuts (guardate quante volte compare “Ctrl” nei menu di Windows) e Jobs pensava che usare il simbolo della Apple in maniera così massiccia fosse un danno di immagine per il logo.

Sarà che sono già stato preso dentro il reality distortion field, ma la cosa mi sembra abbastanza sensata :D

Immagine di Stefan Hartmann, CC Attribution-NonCommercial-ShareAlike.

Saturn: pessima esperienza

June 21st, 2008

Metti caso che da qualche mese io voglia comprarmi un computer portatile.
Metti caso che esista un incentivo del governo: 200€ di sconto per i titolari di contratto a tempo determinato (Co. Co. Co./Co. Co. Pro.) che acquistano un portatile.
Metti caso che io abbia proprio quel tipo di contratto.

Spinto dalla situazione favorevole, decido di andare da Saturn per acquistare un fiammante MacBook.

Sabato pomeriggio

Reparto Informatica, mi avvicino ad un commesso per chiedere lumi.

“Salve, vorrei comprare un MacBook con l’incentivo del governo”
“Certo” - scribacchia il codice prodotto su un foglio - “Porti questo alla cassa”
“Alla cassa? Ma prima ci saranno da compilare dei moduli… siamo sicuri?”
“Si si, alla cassa”

È sabato ed il negozio è affollato: faccio la coda alla cassa. Arrivo dalla cassiera.

“Salve, mi hanno mandato qui. Devo pagare un MacBook preso con l’incentivo del governo”
“Ah, ma non è da fare qui. Deve andare al bancone delle informazioni”
“…”

Vado al bancone delle informazioni. Faccio una nuova coda. Finalmente riesco ad attirare l’attenzione di una commessa.

“Salve. Mi hanno mandato qui dalle casse, per l’incentivo del governo sui portatili. Che devo fare?”
“Ha portato tutti i documenti? Bene, allora vediamo un attimo…” - guarda il foglio compilato dal reparto informatica - “Ah, mi sa che il sito è bloccato. E poi qui manca il codice prodotto del software. Vada al reparto informatica a farselo dare”

Torno al reparto informatica. Riesco a fare un po’ di coda anche qui (sono un professionista ormai).

“Salve! Sono di nuovo io. Mi hanno detto che manca un codice e che il sito è bloccato”
“Ah si? Mi sembra sia tutto a posto… comunque verifichiamo il sito”

Il commesso smanetta un po’ sul pc, fa un paio di telefonate, io aspetto.

“In effetti non mi fa accedere al sito del ministero. Torniamo al centro informazioni”
“Evvai!” penso io, che ormai riconosco un cattivo presagio quando lo vedo.

Al centro informazioni smanettano un altro po’, inutilmente.

“Niente da fare, è tutto bloccato. Le teniamo da parte il portatile, lei chiami in settimana che probabilmente il sito sarà tornato a posto”

4 giorni dopo

Telefono per avere notizie. Mi dicono che è tutto funziona e di passare pure quando voglio.

Il giorno successivo, tornato dall’ufficio, faccio una corsa per arrivare prima della chiusura. Stavolta vado dritto al centro informazioni.

“Salve, mi state tenendo da parte un MacBook. Ieri ho telefonato e mi hanno detto che è tutto a posto”
“Ah, strano. Adesso controlliamo…” - click, click, click - “… no, è ancora bloccato da settimana scorsa”
“E quindi sono venuto per niente?”
“Eh, mi spiace, ma il sito del ministero non funziona, non dipende da noi”
“Beh, certo. Magari se aveste evitato di dirmi al telefono che era tutto a posto…”

Morale: sono tornato di nuovo a casa a mani vuote. E per aggiungere al danno la beffa, ho anche dovuto pagare il parcheggio, perché non avevo fatto acquisti.

Arrivato a casa decido di cambiare approccio. Telefono in Mondadori.

“Salve. Conoscete l’incentivo del governo? Si, bene. Avete dei MacBook? Ottimo. Potete controllare se funziona il sito? Sicuri? Proprio sicuri?”

Un’ora dopo vado in Mondadori, prendo il mio MacBook, compilo una vagonata di scartoffie e l’acquisto è fatto. Curiosamente il sito del ministero non dà alcun problema.

La morale della favola

Questa odissea per comprare il portatile mi ha insegnato alcune cose:

  • Qualsiasi iniziativa contenga la parola “governo” sarà lunga, dolorosa e contribuirà in modo non irrilevante al disboscamento dell’Amazzonia.
  • A Saturn hanno una pessima connessione e/o non sanno usare Internet e/o hanno semplicemente dei pessimi commessi.
  • L’attenzione verso i clienti si vede dalle piccole cose: se si fossero offerti di pagarmi il parcheggio probabilmente non sarei andato subito da Mondadori. Così invece il messaggio è stato “non ce ne frega niente di te”.

Inutile dire che a Saturn difficilmente mi vedranno ancora ;)

Grazie per la splendida serata

June 14th, 2008

Ieri sera ho suonato con il gruppo al Black Crow. E’ stato un bel concerto, e colgo l’occasione per ringraziare tutti gli amici che sono venuti a vederci.

La parte più gratificante della serata, però, è inaspettatamente giunta quando dei ragazzi che non conoscevo (tra cui un collega batterista) sono venuti a farmi i complimenti per il concerto. Piccole cose che fanno molto piacere ;)

Grazie  a tutti.

Punti di vista

June 12th, 2008

Oggi, in metropolitana, un bambino mi ha fermato per chiedermi dove avevo comprato la custodia del Nintendo DS.

Non so se sentirmi molto vecchio o molto giovane :D

Attaccati al cavo

June 9th, 2008

Nei giorni scorsi sono stato per lavoro a Research2Business, alla fiera di Bologna.
Un evento legato alla tecnologia, alla ricerca, all’innovazione… e sono rimasto sconnesso per 2 giorni.

In fiera, 300€ per due giorni di connessione dallo stand - all’interno del quale occhieggiava un’inquietante presa telefonica… spero che la connessione fosse almeno wireless :D
In albergo, invece, prezzi molto più abbordabili: solo 5€ per mezz’ora di connessione :|

E’ vagamente deprimente vedere con che scarsa considerazione sia trattata la connessione alla rete in Italia, a maggior ragione in ambito business.

A fish!

June 7th, 2008

In the Second Scroll of Wen the Eternally Surprised a story is written concerning one day when the apprentice Clodpool, in a rebellious mood, approached Wen and spake thusly:
‘Master, what is the difference between a humanistic, monastic system of belief in which wisdom is sought by means of an apparently nonsensical system of questions and answers, and a lot of mystic gibberish made up on the spur of the moment?’
Wen considered this for some time, and at last said: ‘A fish!’
And Clodpool went away, satisfied.

Terry Pratchett - Thief of Time

Out! Out!

June 3rd, 2008

La biglietteria online delle Ferrovie dello Stato è una piccola perla di interaction desing: da utente non registrato in ogni momento è possibile fare log-out, ma non c’è nessun link disponibile per fare log-in.

UPDATE: e per condire il tutto, il termine FAQ è coscienziosamente spiegato come “Frequent Ask Question” :D

Ombrello trovatello

May 22nd, 2008

Al termine di Sci(bzaar)net ho raccolto questo povero ombrellino viola… era dimenticato in un angolino e mi guardava con una tale violitudine che non ho avuto il cuore di abbandonarlo là.

Se il proprietario (o la proprietaria) passa da queste parti, sarò felice di restituire l’ombrello all’affetto dei propri cari :D