Archive for September, 2005

ATM o l’Elogio del Tempo Perso

Friday, September 30th, 2005

ATM ha deciso di passare ad un sistema di bigliettazione elettronico dal prossimo anno. Ah, le magnifiche sorti e progressive!
Come era ovvio, ne è scaturito un casino indecente.

Poichè sapevo che la transizione sarebbe stata complicata, mesi fa ho mandato una bella e-mail ad ATM, per sapere quando fosse più conveniente sostituire il mio abbonamento annuale con la nuova tessera elettronica. Con discreta solerzia mi rispondono “dopo il 25 settembre”.
Avrei dovuto subodorare già ai tempi che qualcosa non quadrava… ovviamente negli ultimi giorni di settembre gli uffici ATM traboccano di gente. Complice la sostituzione delle tessere, quest’anno le file uscivano addirittura dagli uffici e si snodavano per i corridoi delle stazioni fino a perdersi in qualche oscuro anfratto, da cui tra 20 anni spunterà lo scheletro di qualche utente con l’abbonamento incartapecorito ancora in mano…

L’altro giorno passo dalla fermata di Duomo e provo a vedere la situazione: al banchetto delle informazioni mi dicono di andare all’ufficio dedicato agli studenti, per evitare un po’ di fila.
Timidamente faccio presente che quello degli studenti è l’ufficio abbonamenti mensili, mentre il mio è annuale; il solerte addetto mi dice di non preoccuparmi e mi fa il pieno di moduli cartacei.
Al banco informazioni dell’ufficio ATM per gli studenti – come era assolutamente ovvio – mi dicono che lì fanno solo i mensili. Me ne vado meditando un attentato dinamitardo in metropolitana…

Oggi decido di riprovarci, a Cadorna.
Davanti all’ATM-point si snodano due file all’apparenza identiche: a destra e a sinistra metri di abbonati ignari della loro sorte attendono (im)pazienti. Mi accodo a sinistra e con una lentezza esasperante seguo l’assottigliarsi della fila. Arrivo davanti alla porta dell’ufficio dove una guardia giurata svolge il duplice compito di buttafuori e di ufficio informazioni. Gli chiedo – più per scrupolo che per altro – se sono nel posto giusto per il mio abbonamento. Lo guarda un attimo e fa: “Uhm. Un abbonamento così non l’ho mai visto. Devo chiedere”.
Cominciamo bene.
Torna e mi dice, rassicurante, che il mio abbonamento scade a fine ottobre, quindi posso anche tornare un’altro giorno per evitare la fila.
Momentaneamente non registro la peculiarità di questa frase, ma accondiscendente rispondo “Beh, visto che la fila l’ho già fatta…”.
“Eh ma la fila era quell’altra” mi risponde lui.
SBONK!
Sconfitto dalla disorganizzazione cronica tipica degli uffici italiani me ne vado imprecando… e la cosa peggiore è che mi toccherà pure tornarci e mollargli un casino di soldi, per questo simpatico abbonamento.
Bah :|

Pain of Salvation!

Saturday, September 17th, 2005

Now I think I’ll better get to bed, however…

La Settimana dei Concerti

Saturday, September 17th, 2005

Tre concerti in quattro giorni: decisamente fuori scala rispetto alla mia media. Martedì i Take6, mercoledì Elio e le Storie Tese, venerdì i Pain of Salvation. Ci sarebbe molto da dire su tutti e tre i concerti ed in questo rant cercherò di parlare un po’ di ciascuno.

I Take6 si sono esibiti al Blue Note: premetto subito che lo spettacolo valeva il prezzo del biglietto, ma resta il fatto che quel locale è maledettamente caro
Anyway, questi Take6 sono sostanzialmente un gruppo di 6 cantanti, il cui repertorio spazia tra gospel, soul, jazz e R&B. La maggior parte dei pezzi sono a cappella, cioè senza alcun accompagnamento strumentale; molto spesso però questa mancanza non si nota affatto, tanto l’amalgama delle voci (e che voci!) è ben costruita. Queste indubbie qualità musicali fanno il paio con un ottima capacità di reggere il palco e coinvolgere il pubblico, sia durante le canzoni che negli intermezzi.
Sia i testi che la performance, in generale, sono permeati da un forte spirito religioso, forse addirittura eccessivo e a volte quasi stridente; del resto il connubio tra questo genere di musica e la religione in Italia è quasi impensabile, senza contare che il pubblico del Blue Note era presente per ascoltare buona musica e non certo messaggi di quel tipo.

Il giorno successivo è stata la volta di Elio e le Storie Tese alla Festa dell’Unità. Gli Elii dal vivo sono sempre un grande spettacolo e stavolta non hanno fatto eccezione, anche se avrei preferito una setlist invertita… Come forse sapete, infatti, gli EelST registrano ad ogni concerto un CD Brulé che comprende la prima metà dello spettacolo, per poi venderlo alla fine del concerto. Ovviamente me ne sono accaparrato una copia; peccato solo che la prima metà del concerto sia stata decisamente sottotono – come scelta dei pezzi – rispetto alla seconda, che ha invece raccolto molti dei più grandi successi degli Elii, conditi da un Mangoni onnipresente e da un assolo di Meyer che mi ha lasciato impietrito per 10 minuti.
L’ascolto forzato alla fine del Vitello dai piedi di Balsa è stata nientemeno che l’esecuzione di Piattaforma, finita la quale si è tornati subito ai vitelli finendo con la reprise. Ad un certo punto della serata, poi, sono rimasti sul palco Faso, Tanica, Elio e Cesareo per regalare al pubblico una rara esecuzione di Alfieri: a quanto ne so uno dei pezzi più antichi del complessino.
Immancabile il finale con Tapparella ed il pubblico delirante ad urlare “Forza Panino!”.

Venerdì è toccato ai Pain of Salvation al Live Club di Trezzo, per la seconda parte del tour che li aveva già portati a Milano al Rolling Stones (ne ho parlato qui). Opener del concerto ancora una volta i tedeschi Dark Suns: forse anche grazie ad un’acustica migliore ho avuto modo di apprezzarli di più della volta scorsa e devo ammettere che non ci hanno fatto rimpiangere l’attesa per gli headliner PoS. In particolare ho avuto modo di notare come il batterista, non contento di essere anche il lead vocalist, abbia una voce eccezionale, in grado di passare dal growl al pulito con una facilità degna di un Akerfeldt.
Finita l’esibizione dei Dark Suns si ripete il rituale del cambio palco: un’attesa davvero interminabile, che riesce quasi a mettermi di malumore… ma appena i Pain of Salvation salgono sul palco ed attaccano le note di Used, tutto sparisce e mi ritrovo a pensare che per uno spettacolo del genere avrei potuto aspettare anche due ore…
I PoS non si risparmiano certo, forse anche spinti dal calore del pubblico che urla, batte le mani (disperatamente fuori tempo…) e canta a squarciagola tutti i pezzi. Da Entropia fino a BE, l’esibizione comprende canzoni da tutti gli album, per la maggior parte pezzi duri e tirati con qualche concessione a brani più melodici e soft, nello stile tipico dei Pain of Salvation.
Durante l’esecuzione di Dea Pecuniae sale sul palco anche Miss Mediocrity, per interpretare la quale pare sia stata cooptata la sorella della moglie del fratello di Daniel. Ho un sospetto su quali siano le “qualità” che hanno fatto ricadere la scelta su di lei… :D
Ad un certo punto del concerto viene recapitata sul palco da parte dei fan una mutanda con tanto di scritta “I am the unclean”, che provoca un breve siparietto comico di Daniel (per il resto del concerto la mutanda farà bella mostra di sé sopra i panoramici della batteria, e verso la fine farà il giro dei testoloni di tutti i musicisti :P).
Dopo il finale (come consuetudine con Martius/Nauticus II) i PoS tornano sul palco senza farsi neanche pregare troppo e attaccano il bis assieme ai Dark Suns, con una versione di Ashes cantata in tedesco e dedicata ad un non meglio precisato amico dei membri della band teutonica. Dal poco che ho potuto intuire – visto che il mio tedesco è a dir poco arrugginito – il testo riguardava la persona in questione, con intenti decisamente goliardici.
Terminata questa parentesi, Daniel attacca con Oblibvion Ocean e lascia che il pubblico canti praticamente tutta la prima strofa; chiusura alla grande con Nightmist e People Passing By, tirate per le lunghissime per la gioia del pubblico.
Al termine del concerto – dopo un’altra lunga attesa – i PoS si presentano fuori dal locale per incontrare i fan rimasti, dimostrandosi estremamente disponibili e cordiali con tutti. Testimonianza della serata rimane questa foto, che ritrae (da sx): Marco (che ha fatto le foto), Daniel Gildenlow (leader dei PoS) ed io (con un sorriso ebete da fanboy realizzato :P).

Per chiudere, confortato anche da questo secondo concerto, posso dichiararlo: i Pain of Salvation live sono semplicemente eccezionali.

It’s always the same… :|

Thursday, September 15th, 2005

And then one day you find
ten years have got behind you
no one told you when to run
you missed the starting gun

Google Blog Search

Wednesday, September 14th, 2005

It’s still a beta version, but Google Blog Search is a testimony of the increasing interest for the blogosphere (and RSS feeds, a technology yet underestimated by users, IMO).
Just to give it a try, I searched for the keyworkds “Harry Potter” (it’s one of the examples in the about page of GBS). The first result was kind of… disturbing, to tell the truth. I didn’t really expect to find something like this on top of the Harry Potter results… :|

Site update

Thursday, September 8th, 2005

A little update to the rants page: you can now specify the URL of your site/blog when posting a comment and save yuor name and URL in a cookie, to avoid having to type them every time you post a comment ;)

Impressioni di Settembre

Thursday, September 8th, 2005

Non importa quanto i TG possano essere martellanti nel ricordare che è il periodo del grande rientro, che le città si riempiono di nuovo… non lo si realizza veramente finchè non si esce per strada a fare il confronto.
Approfittando di un Settembre sostanzialmente libero da impegni mi prendo qualche pomeriggio per andare in giro in bici: in questo modo ho veramente realizzato, lunedì, che siamo entrati nella prima settimana di Settembre. Traffico incredibilmente sopra la media dei giorni precedenti e quell’odore acidulo di smog che non sentivo così acuto da qualche tempo.
Così, appena ho iniziato a pedalare in un parco, ho potuto smettere di preoccuparmi di essere investito dai camion della nettezza urbana ed ho iniziato a pensare a Settembre.

Settembre è un mese di confine: da un lato le vacanze (o comunque, quasi per tutti, una diminuzione dei normali ritmi di lavoro) e dall’altro la ripresa degli impegni. Il vero anno inizia a Settembre, non a Gennaio.
E come sempre quando si sta per ricominciare qualcosa, si inizia quasi inconsapevolmente a fare progetti, si pianificano scampoli di tempo, si prendono decisioni apparentemente impegnative. E’ tutto facile quando ci si può limitare ad immaginare questi progetti. Il problema è che poi bisogna anche metterli in pratica. E qui arrivano le note dolenti.
Si arriva lanciati, con un carico di buoni propositi (che notoriamente hanno una considerevole inerzia) e PAM! ci si spatascia contro la dura realtà.

C’è una sorta di incrollabile testardaggine, una irrazionale fiducia nel modo in cui tentiamo di pianificare la nostra vita futura. Le esperienze negative vissute in passato non sono in grado di fermarci: siamo convinti di potercela fare, di poter cambiare ciò che si è sempre ripetuto uguale per anni.
Forse è un meccanismo di difesa, questa fiducia incondizionata, contro una consapevolezza che sarebbe in grado di paralizzarci. Iniziare un nuovo anno (scolastico, accademico, lavorativo) significa sapere che si riprende una certa routine; se ci venisse tolta anche la possibilità di sperare, contro ogni pronostico, che qualcosa di diverso possa per una volta accadere, gli stimoli per continuare ad impegnarsi in qualcosa sarebbero davvero ridotti al lumicino.

E allora, anche quest’anno avrà i suoi progetti irrealizzati, cui guardare indietro con qualche rimpianto tra alcuni mesi, oppure di cui ci dimenticheremo subito, ripresi nel turbine della routine e degli impegni quotidiani.
Come ogni anno, inevitabile.

Ma intanto il sole tra la nebbia filtra già:
il giorno come sempre sarà.

Digital Rights Management

Tuesday, September 6th, 2005

Here’s and interesting user’s guide to DRM by the EFF (Electronic Frontier Foundation).
The guide (meaningfully titled “The customer is always wrong”) states some basic facts about Apple’s, Microsoft’s, Real’s and Napster’s online music services; some facts they aren’t likely to tell you (because we know marketing is more important than truth when it comes to making money…).