Archive for April, 2006

Un patto con satana

Sunday, April 30th, 2006

Qualche tempo fa un amico mi ha mostrato un volantino, che gli era stato consegnato all’uscita della metro di Piola. Non ho potuto fare a meno di scannerizzarlo e postarlo sul blog. ;)

Dragonball - Fronte Dragonball - Retro

Impossibile – per chiunque abbia vissuto qui giorni assurdi del 1999 – non ripensare al periodo in cui nei newsgroup italiani la sedicente Associazione Carlo Borromeo aveva iniziato a tuonare contro videogiochi quali “Rane”, “L’isola della scimmia” o “L’uomo-pac”. Vi consiglio una visita al sito, poichè alcuni dei messaggi sono autentiche perle (ed ai tempi scatenarono un dibattito accesissimo, con implicazioni sociali molto interessanti, viste a posteriori…)

Ma torniamo al presente. Non sono in grado di dire se questo volantino sia una bufala o meno. Propendo per la prima ipotesi, ma l’unico modo per accertarsene davvero sarebbe andare a chiedere conferma agli autori. Se qualcuno ha voglia di farsi un giro a Sesto, fatemi sapere cosa ne viene fuori. :P

480.000

Saturday, April 29th, 2006

Mentre vagolavo tra le statistiche del mio sito, sono rimasto colpito dal report sulle risoluzioni dello schermo.

In testa stabilmente la 1024×768, al secondo posto 1280×1024. A parte la stranezza di alcune di queste risoluzioni (1920×1200?), mi colpisce il fatto che la 800×600 sia praticamente assente.

Uno dei miei assunti base, quando mi occupo di webdesign, è che un sito debba essere visibile comodamente anche da un utente con una 800×600. Questi dati – per quanto provenienti da un campione limitato – mi fanno pensare che la risoluzione 800×600 si stia avviando al declino, così come era già avvenuto non troppi anni fa alla 640×480.

…on Rails?

Friday, April 21st, 2006

Ho appena visto in tv lo spot di un’automobile, credo una Toyota, dotata di un sistema per il controllo della stabilità che la fa andare “come su rotaie”.

Spero non come sulle rotaie del tram :D

Asimmetricità comunicativa

Wednesday, April 19th, 2006

Una notizia fa sempre più rumore della sua smentita. Anche se la notizia risulta falsa (e quindi la smentita dovrebbe essere più credibile).

Fate la prova: prendete qualcuno che abbia letto la notizia delle nuove abitudini alimentari di Tom Cruise. Tra una settimana verificate se è a conoscenza del fatto che era solo uno scherzo.

E’ un meccaniscmo che funziona molto bene anche in politica…

SWG: perchè gli errori

Thursday, April 13th, 2006

Nel mio post precedente avevo parlato di exit-poll, aprendo con il sondaggio online di SWG. Ora gli autori di quel sondaggio hanno pubblicato due analisi, che cercano sostanzialmente di spiegare cosa è andato storto (cioè perchè il risultato del centrosinistra era stato sovrastimato).

Secondo SWG i fattori che hanno influenzato i vari sondaggi sono stati:

  1. Impossibilità di raggiungere alcuni segmenti dell’opinione pubblica
  2. Diminuzione delle schede nulle/bianche
  3. Reticenza nel dichiarare le proprie preferenze (fattore riconducibile alla Spirale del silenzio citata nel mio post precedente).

Il secondo articolo evidenzia, in maniera a mio parere molto chiara, quanto Internet non possa essere considerata un campione rappresentativo degli elettori italiani. Questo non significa che non sia possibile sfruttarla per dei sondaggi (con gli opportuni aggiustamenti), ma credo che introduca una ulteriore incertezza in un’operazione già di suo prona ad errori.

(post partito da manteblog)

La danza delle cifre

Tuesday, April 11th, 2006

L’incertezza sul risultato del voto in Italia non si è ancora dissolta, ma un dato è stato provato oltre ogni ragionevole dubbio: i sondaggi e gli exit-polls non hanno funzionato.

Sul sondaggio online di SWG non nutrivo grandi speranze: a mio parere internet non è ancora un campione rappresentativo della popolazione italiana. Tuttavia l’errore di SWG è stato condiviso da quasi tutti gli exit-polls, il che paradossalmente evidenzia una certa uniformità, seppur nel fornire il risultato sbagliato.

Sulle ragioni di questa débacle non ho i titoli per pronunciarmi con autorità. Uno spunto interessante tira in ballo la Spirale del silenzio di Elisabeth Noelle-Neumann. La teoria della spirale del silenzio dice (sommariamente) che, in una società, coloro che credono di essere in minoranza se ne stanno zitti per evitare di mostrarsi contrari al sentimento della maggioranza. In questo modo, ad esempio, una minoranza molto rumorosa può diventare una maggioranza de facto semplicemente perchè tutti si convincono che lo sia.

Nel caso delle elezioni italiane è difficile dire se davvero gli elettori del centrodestra, presi nella spirale del silenzio, abbiano evitato di esprimere la propria preferenza nei sondaggi, ma la teoria è senza dubbio suggestiva (e comunque non sembra che ci siano molte certezze in giro, sull’argomento).

PS: se vi stavate chiedendo a che pro entrambe le coalizioni abbiano passato mesi a professarsi sicure della propria vittoria, pensate alla Spirale del silenzio ed avrete una risposta… ;)

Senza parole

Friday, April 7th, 2006

La stupidità non ha limite…

EDIT: e non sono il solo a pensarlo (magra consolazione…)

PodCasting

Thursday, April 6th, 2006

Podcasting è una parola che ultimamente sta acquistando popolarità. Il concetto base del podcasting è la pubblicazione di un file audio su un sito (ad esempio un blog). L’indirizzo del file audio viene reso disponibile tramite un feed RSS in modo che degli aggregatori possano automaticamente fare un check degli aggiornamenti ed eventualmente scaricare i nuovi audio.

Come il nome lascia intendere, l’idea del podcast è sostanzialmente quella di scaricare un audio per poterlo ascoltare sul proprio player portatile. Già questo a me lascia dei dubbi: quando ascolto musica con il mio lettore portatile il rumore di fondo è spesso talmente forte che immagino i brani, più che ascoltarli. In un contesto del genere, la fruizione di un file audio parlato che ascolterei per la prima volta, mi pare piuttosto assurda. Del resto, il fatto che l’80% dei podcast non venga ascoltato su un dispositivo portatile mi conferma in questa idea.

La prospettiva di ascoltare un podcast su un computer fisso, comunque, mi pare altrettanto assurda: Internet ha tempi di fruizione rapidissimi e l’ascolto di un file audio mi pare vada esattamente nella direzione opposta. Probabilmente io sono un caso patologico, ma se devo starmene seduto davanti al monitor ad ascoltare un audio senza fare nulla, mi rompo le palle dopo 1 minuto.

All in all, il podcasting è ancora un fenomeno relativamente recente e non è facile prevederne l’evoluzione. La mia personale opinione è che il podcasting non abbia molto senso se applicato ad un medium come un blog. Tuttavia, penso che sia un fenomeno da tenere d’occhio. Io, perlomeno, ho intenzione di farlo ;)

L’insulto come regola di vita

Tuesday, April 4th, 2006

Che questa campagna elettorale sia ormai arrivata agli insulti non è una novità. Da entrambe le parti si sprecano per dimostrare di essere più infantili della parte avversa.

Tuttavia oggi Silvio Berlusconi, con l’amore per l’innovazione che lo contraddistingue, ha ben deciso di andare un passo oltre, insultando anche gli italiani.

“Ho troppa stima dell’intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possono votare facendo il proprio disinteresse”.

Queste le testuali parole, vedere per credere (non fidatevi dei vari virgolettati che ci sono in giro, ormai la citazione creativa è uno sport nazionale).
Non si tratta di un insulto diretto – ci mancherebbe – ma l’intento è palese. Le patetiche smentite al seguito sono quasi peggio del fatto in sè, tra l’altro.

Tuttavia ormai ai toni di questa campagna elettorale ho fatto l’abitudine. Quello che è interessante è che in tempo zero dalla dichiarazione sia già nato un blog sul tema ed abbia ricevuto già una valanga di commenti. La velocità di Internet riesce ancora a stupirmi, talvolta. La politica italiana, soltanto a deprimermi.

Con le migliori intenzioni

Sunday, April 2nd, 2006

Sono capitato per caso sul sito del Bubble Project: un designer di New York (tale Ji Lee) ha incollato sui manifesti della città migliaia di “bolle” (i baloon tipici dei fumetti), in modo che la gente fosse spinta ad esprimersi, scrivendo qualcosa al loro interno.
L’idea ha un che di geniale, senza dubbio.

Ma leggendo i vari messaggi – sarà anche perchè non mi trovo all’interno del contesto americano – non li ho trovati affatto geniali, o dirompenti, o umoristici. Salvo un paio di perle, il resto mi è sembrata pura mediocrità.

Non è la prima volta che noto come un’idea potenzialmente eccezionale viene drasticamente ridimensionata, all’atto pratico. Sarebbe interessante capire se questo significa che l’idea base non era poi tanto eccezionale, oppure che la realizzazione pratica di qualsiasi idea, anche la più geniale, può sempre essere causa di un fallimento.