Archive for May, 2006

Pubblicare il privato

Wednesday, May 31st, 2006

Un blog è uno spazio pubblico o privato?

La risposta è meno ovvia di quanto sembri. L’ambiente del blog, quando non diventa un fenomeno di massa, è istintivamente percepito come privato. E’ difficile pensare che ciò che viene pubblicato su un blog diventi potenzialmente accessibile a chiunque.

A mio parere chi scrive su un blog ha in testa un’immagine – più o meno inconsapevole – della propria audience, che rappresenta anche un’immagine di chi non visiterà mai il blog. Questa immagine, che può essere basata sugli autori dei commenti, oppure sulle persone a cui si è comunicato direttamente l’indirizzo del blog, è in prima approssimazione corretta, ma fondamentalmente sbagliata, poichè veicola l’illusione che il contenuto raggiunga solo i destinatari voluti.

L’illusione può avere delle conseguenze. Quando parliamo con qualcuno solitamente calibriamo il discorso in base a chi può avere accesso alla conversazione: se uno studente vuole lamentarsi di una lezione, difficilmente lo farà ad alta voce mentre il professore è in aula; lo farà però senza problemi fuori dall’aula o la sera al pub, magari dopo essersi assicurato con un paranoica occhiata dietro le spalle che il professore non si trovi per puro caso ad un metro da lui.

Con un blog si perde la percezione di chi può avere accesso al messaggio. Non dubito che molti abbiano scritto su un blog cose che non farebbero mai leggere ai propri genitori (o ai propri professori, ai propri colleghi di lavoro, al proprio capo), contando magari sulla loro scarsa dimestichezza con l’informatica ed il mondo dei blog, in una sorta di meccanismo di security through obscurity.
La sicurezza che si può ottenere in questo modo è però decisamente scarsa, come dimostrano anche recenti casi, negli USA, legati a MySpace: la polizia è riuscita ad effettuare arresti semplicemente perchè i responsabili si vantavano online, pubblicamente, delle proprie imprese.

Sarà interessante vedere se, col tempo, la percezione del blog come spazio privato diventerà quella del blog come spazio pubblico, oppure semplicemente si andrà verso la strada di rendere il blog veramente privato.

Excavalzer

Monday, May 29th, 2006

Ci ho messo praticamente un anno, ma finalmente mi sono deciso ad aggiungere allo sgabuzzino il progetto di Applicazioni e Sistemi Grafici che ho realizzato con Blender per l’università.

Il modello 3D è relativamente semplice (la parte più ardua è stata ricordarsi le shortcuts di Blender :P) mentre il filmato mi ha richiesto decisamente più tempo, soprattutto per la sincronizzazione.

Potrei linkare semplicemente la sezione closet del sito, ma visto che sono buono linko direttamente anche un render e il filmato (~18Mb). ;)

Apparenza/Sostanza

Sunday, May 28th, 2006

Una riflessione, scaturita da questo post.

“Non badare alle apparenze” è qualcosa che ci viene insegnato ma che non trova quasi mai riscontro nella società.
Del resto l’apparenza è l’involucro esterno, è la prima cosa che percepiamo: siccome siamo abituati a dover prendere decisioni nel minore tempo possibile, ci basiamo su quello che abbiamo a disposizione, ovvero l’apparenza.

Tuttavia l’apparenza non sempre (direi raramente) coincide con la sostanza. Questo è un fatto che siamo abituati a dare per scontato e che tuttavia meriterebbe una discussione a sé. In ogni caso, questo significa che fermarsi all’apparenza solitamente è un errore, se il nostro obiettivo è conoscere la persona (o l’oggetto) che esaminiamo. Ma questo non vuol dire che l’apparenza non abbia un suo ruolo importante, nella conoscenza. Forse una sintesi migliore sarebbe “non fermarsi alle apparenze”.

Secondo punto. Cito:

Oggi pare ci sia l’esaltazione di cosa siamo in un mondo di apparenze. Nessuno che abbia visto sembra porsi la questione da un punto di vista sociale.

Ad essere sincero, l’esaltazione di cosa siamo (cioè della sostanza) io non la vedo. O meglio: la vedo, ma è quasi sempre ipocrisia, luogo comune o tentativo di darsi un tono. Come a dire: “io non mi fermo alle apparenze, perchè sono una persona profonda”. Apparenza della sostanza: si finge di preoccuparsene quando non è così.

La motivazione sociale del primato dell’apparenza è quella che ho citato sopra: nella maggior parte delle nostre interazioni non abbiamo il tempo di scavare fino alla sostanza. Appena incontriamo una persona dobbiamo decidere se vale la pena di approfondire la conoscenza, appena visitiamo un sito dobbiamo capire se vale una navigazione oppure no… Ovvio che poi l’apparenza venga percepita in qualche modo come più importante della sostanza, visto che è quasi sempre attraverso la prima che si può poi giungere alla conoscenza della seconda.

Tumbleweed

Tuesday, May 23rd, 2006

Ho cercato per mesi di capire come si dicesse in inglese… il fatto che non conoscessi il corrispondente italiano non ha aiutato.

Ora, per puro caso e grazie a MacHall, la mia quest è conclusa. Tumbleweed. Non si finisce mai di imparare :D

Libri

Tuesday, May 23rd, 2006

Ho messo online l’elenco delle mie ultime letture. Come sempre, in formato foto-dei-libri-sul-comodino ;)

23 maggio 2006

3 al prezzo di 1

Monday, May 22nd, 2006

Da PCista convinto devo ammettere che i nuovi MacBook sono in grado di suscitare inconfessabili tentazioni a fare il salto dalla parte della Mela. Video come questo, poi, sembrano creati apposta per far vacillare le certezze di chi era convinto che i Mac fossero macchine stilose ma sostanzialmente incompatibili con il resto del mondo.

Il video in sé è di una noia mortale. La cosa interessante è che mostra come (probabilmente con l’uso di qualche sw di virtualizzazione) sia possibile far girare su un MacBook, contemporaneamente, MacOSX, Windows XP ed Ubuntu Linux.

Se non fosse che al momento un portatile non mi serve sarei veramente molto tentato… :P

(via manteblog)

Appunto mentale

Sunday, May 21st, 2006

Evitare il bowling se il giorno dopo i polsi servono per suonare :D

Ehm…

Friday, May 19th, 2006

Adoro i piani ben riusciti

Cartesio

Bah

Friday, May 19th, 2006

Certe cose non le capisco… vorrei davvero sapere come è possibile che un’istituzione come il Politecnico di Milano pubblichi ancora i suoi documenti ufficiali in formato .doc -_-

Google Web Toolkit

Wednesday, May 17th, 2006

Google in questi giorni sta sfornando novità ad una velocità impressionante. L’ultima è GWT, un framework per creare applicazioni JavaScript. La cosa interessante è che le applicazioni sono scritte in Java e solo in seguito “compilate” in JavaScript dal framework.

Le promesse sono molto interessanti, principalmente legate al fatto di superare le incompatibilità tra browser e di scrivere applicazioni AJaX in un linguaggio di programmazione serio. Ovviamente il punto è: le promesse saranno mantenute? Ai tester l’ardia sentenza ;)