Archive for October, 2007

Neanche un leone

Wednesday, October 31st, 2007

The Register riporta in un articolo lo svolgimento di una seduta della House of Lords inglese il cui argomento di dibattito erano le restrizioni sul trasporto aereo di liquidi.

L’intero articolo è volutamente ironico, tuttavia una citazione di uno dei Lord mi ha colpito in modo particolare:

“The fact that there has not been a serious incident involving liquid explosives indicates, I would have thought, that the measures that we have put in place so far have been very effective.”

Nella sua meravigliosa assurda logica, la frase mi ha ricordato una barzelletta di cui si parlava recentemente in ufficio:

Oggi vedo un tipo con uno strano trabiccolo in testa: un intrico di cavi, pezzi di stagnola, molle e bandierine. Gli chiedo a cosa serve e lui mi fa “L’ho inventato io. Serve a tenere lontano i leoni”.
“Ma qui non ci sono leoni”, dico io.
“Visto che funziona?”.

Marketing dell’insistenza

Monday, October 29th, 2007

Ho parlato giorni fa di Japanesepod101.com: podcast dedicato allo studio della lingua giapponese con vario materiale didattico annesso.
Mi sono registrato al sito con un account free, per poter accedere facilmente ai podcast: gli account Basic e Premium (a pagamento) richiederebbero troppo tempo per essere sfruttati a dovere.
La registrazione, comunque, dà diritto ad una settimana di prova gratuita dell’account Premium, nella speranza che qualcuno decida di fare il salto alla versione a pagamento.

La cosa che mi ha stupito, durante questa settimana di prova, è stato ricevere praticamente ogni giorno una mail che mi proponeva di passare alla versione a pagamento. Detta così potrebbe sembrare semplicemente una bieca forma di spam – ed in effetti corrisponde piuttosto bene al concetto di posta indesiderata – ma mi ha offerto un’interessante occasione per un studio minimale sul marketing.

Tutte le mail erano firmate direttamente da Peter Galante – il responsabile del sito – senza dubbio nel tentativo di personalizzare il più possibile la comunicazione. Inoltre, ogni mail conteneva username e password a titolo di reminder.

Day 1 – Appena dopo la registrazione, mi arriva una mail chilometrica con una presentazione generale del sito e dei servizi disponibili in prova. Un paragrafo interessante mi informa che, per quanto io possa guardarmi in giro con calma durante la trial, in effetti la maggior parte degli utenti passa alla versione a pagamento addirittura il primo giorno (argomentazione basata sul conformismo: se lo fanno tutti, deve essere giusto).

Day 2 – Nuova mail: se nella precedente Peter mi aveva fornito un’infarinatura generale, in questa è arrivato il momento di mettermi a parte delle funzioni veramente fighe del sito (ovviamente tutte a pagamento).

Day 3 – Sono già passati due giorni e ancora non mi sono deciso a passare alla versione Premium. Fortunatamente, in una nuova mail, il buon Peter dice che comprende i miei problemi di mancanza di tempo e mi suggerisce, già che c’è, qualche feature a pagamento particolarmente interessante.

Day 4 – La prima mail veramente interessante. Inizia con tono stupito, tipo “Accidenti, hai ancora solo 4 giorni di trial e non sei passato alla Premium! Qualcosa non va? Forse non ti arrivano queste mail?”. Giusto per stare sicuri, meglio rinfrescarmi ancora una volta la memoria con le feature più importanti. E per rendere il tutto più interessante, ecco un’offerta speciale valida solo 24 ore: se mi registro per un anno pagherò solo 135$ invece di 180$.

Day 5 – Oddio, sono passate 24 ore e non ho colto l’offerta! Devo essere pazzo! O forse preferisco un abbonamento mensile invece che annuale? Nessun problema: un mese di prova della versione Premium a solo 15$ invece che 25$. Il premuroso Peter mi consiglia anche di cliccare subito il link alla nuova offerta, prima che mi passi di mente.

Day 6 – Ancora niente e la trial sta per finire: a mali estremi, estremi rimedi. Finora si era parlato solo di versione Premium perché è indubbiamente quella che offre la miglior serie di feature, ma per quelli col braccino corto che vogliono spendere di meno c’è anche un abbonamento Basic: solo 8$ al mese. Presto! Prima che scada anche l’ultimo giorno!

Day 7 – Ultimo giorno, in caso non me ne fossi accorto. Beh a questo punto non rimane altro che tirare fuori dal cassetto una insane offer (citazione letterale): un mese di abbonamento Basic a 1$, per guardarmi ancora un po’ intorno. Forza! Solo 24 ore di tempo per un’offerta che non si può rifiutare!

Se da un lato questo stillicidio di mail può risultare fastidioso, non mi stupirei se alla fine servisse egregiamente il suo scopo. Io sono stato piuttosto impermeabile alle offerte, perché già avevo deciso che non mi interessavano (e dopo qualche giorno ero anche curioso di vedere cosa mi avrebbero proposto continuando a non rispondere :P), ma se mi fossi registrato alla trial per valutare effettivamente i servizi a pagamento, penso che avrei trovato il contenuto delle mail interessante.
A parte la tendenza spammatoria, mi lascia qualche dubbio solo la lunghezza delle mail (eccessiva), la scelta di ripetere ogni volta username e password (potenzialmente insicuro) e l’offerta ad 1$: l’avrei anche accettata, ma a questo livello più che i soldi il problema è la fatica che si deve fare per inserire la carta di credito ed effettuare la transazione ;)

Matane!

Ratatouille

Thursday, October 25th, 2007

Ratatouille è proprio bello. Me l’avevano caldamente consigliato e non sono rimasto deluso.

Dal punto di vista narrativo è un film semplice ma ben congegnato, la cui migliore caratteristica è di non perdere mai il ritmo. Persino la parte iniziale – inevitabilmente introduttiva – è concisa ed essenziale, pur presentando tutto ciò che deve.

Dal punto di vista tecnico, c’è ovviamente di che rimanere a bocca aperta: la Pixar non si smentisce mai. Sono rimasto particolarmente colpito dalla realizzazione superlativa dell’acqua in movimento (di solito molto difficile da rendere verosimile), dalla complessità di alcune scene (una su tutte, il primo impatto di Remy con la cucina) e dall’espressività dei personaggi. Il topolino protagonista ha una mimica e un’espressività facciale (musale? :D) da fare invidia a molti attori blasonati ;)

Piccole chicche a margine:

  • L’intero film è realizzato tramite animazione, senza ricorso al motion capture
  • Manca una vera e propria easter egg alla fine, ma i titoli di coda sono molto belli
  • Ho apprezzato particolarmente la scelta di non sfruttare mai, per tutta la durata del film, la vetusta contrapposizione gatto-topo: all’alba del 2007 odorerebbe di muffa ad un chilometro di distanza ;)

IMAP su Gmail

Wednesday, October 24th, 2007

A quanto pare Google ha iniziato ad attivare su alcuni account Gmail il supporto ad IMAP. L’impressione (e la speranza) generale è che dopo una prima fase di test il supporto venga esteso a tutti gli utenti.

La cosa è particolarmente interessante perché il protocollo IMAP (a differenza del classico POP) permette una comunicazione bidirezionale tra i client (tipo Thunderbird o Outlook) ed il server di posta. Questo significa eliminare virtualmente tutti i problemi di sincronizzazione tra la gestione della posta sul server a quella sul client… aspetto con ansia il momento in cui lo attiveranno anche a me ;)

Cease&Desist

Sunday, October 21st, 2007

Ho appena ricevuto una mail di Cease&Desist da una tale ZATZ Publishing, che sostiene di possedere i diritti del marchio ZenPress.

Come misura cautelativa ho disabilitato i download dalla pagina di ZenPress, ma ho intenzione comunque di approfondire la questione, prima di qualsiasi altra azione.

La legge dell’ignoranza

Friday, October 19th, 2007

Nella corsa a chi dà per primo la notizia, sono arrivato tardi: già ne hanno parlato – tanto per dire – Punto Informatico, Folletto e Paolo Attivissimo.

Riassumo per i più distratti: un disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso agosto prevede per qualsiasi attività editoriale su internet la registrazione obbligatoria al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione).

C’è chi ha messo in luce l’aspetto censorio del provvedimento (schedatura di tutti i blogger), c’è chi ha evidenziato quali inutili lungaggini burocratiche (ed economiche) verrebbero a pesare su chiunque produca contenuti su internet, c’è chi ha denunciato il disegno di legge come l’ennesimo macigno al collo di internet e dell’innovazione in Italia.

Concordo su tutto, ma vorrei evidenziare quello che secondo me è il lato più tragico della vicenda. Il fatto grave non è tanto la natura del provvedimento (che un minimo di buonsenso farà naufragare invariabilmente prima della trasformazione in legge) ma il fatto che sia stato proposto e approvato da un Consiglio dei Ministri. Il fatto grave è che queste leggi vengono scritte da chi – palesemente – non ha la minima idea di come funzioni internet e di quali siano i fattori necessari alla crescita tecnologica dell’Italia.
In pratica, la legge è scritta da chi non comprende minimamente la materia che va a regolare.
Scusate se la cosa mi inquieta un poco.

Un Espresso, grazie

Friday, October 19th, 2007

Oggi siamo sulle pagine dell’Espresso. C’è anche una foto dell’ufficio (nella quale, ovviamente, io non compaio :D).

Si prega di notare la lampada-gatto :P

Biru Biru

Sunday, October 14th, 2007

Ho sempre avuto qualche perplessità riguardo i Podcast: è indubbiamente attraente la possibilità di ascoltarli mentre si va in giro, ma i livelli di rumore medi di una città mi sembrano francamente incompatibili con l’ascolto attento che questi richiederebbero.

Nell’ultimo periodo, comunque, ho sviluppato un percorso tattico tra la metro e l’ufficio in modo da minimizzare il rumore (pur mantenendo basso il tempo di percorrenza :D) e ho quindi deciso di provare l’ascolto di qualche podcast.
Dal momento che il mio iPod è stato acquistato in Giappone, quale scelta migliore che non i podcast di Japanesepod101.com?

I podcast in questione sono delle brevi lezioni di giapponese e apparentemente sono molto ben fatti. Sulla loro effettiva utilità nell’apprendimento di una lingua non sono in grado di pronunciarmi, ma di sicuro i pochi che ho ascoltato finora sono stati fonte di spunti interessanti. A parte alcune conferme su teorie linguistiche che avevo elaborato in Giappone o raccolto qua e là per la rete, ho scoperto cosa significa biru (ビル) – e, incidentalmente, quanto sia importante la pronuncia per distinguerlo da biiru (ビール), ovvero birra :D.

Ora, biru è in realtà l’abbreviazione di birudingu (ビルディング): se leggete alla giapponese questa parola (che sembra provenire da un dialetto africano :D) capirete subito che si tratta del termine inglese building. In effetti biru deriva dall’inglese e significa proprio “palazzo”.

Dopo questa chilometrica intro, qual è il vero succo del post?
Il fatto è che, appena ho sentito pronunciare biru nel podcast, mi è saltato in mente il biru biru, quel curioso tamagotchi umano creato da Claudio Bisio per un’edizione di Mai dire Gol di tanti anni fa. Pensare a Bisio che (suppongo inconsapevolmente) urla “palazzo palazzo!” durante una trasmissione televisiva mi ha fatto sorridere per tutta la durata del podcast :D

Se 800 pixel vi sembran pochi…

Saturday, October 13th, 2007

A più di un anno dal post in cui mi stupivo del calo di popolarità della risoluzione 800×600 tra i visitatori di questo sito, sono tornato a sbirciare le statistiche: la 800×600 è in effetti ormai sparita, con un misero 3%, in favore di risoluzioni molto più alte. La parte del leone spetta alla 1024×768, evidentemente trainata dalla diffusione dei monitor LCD.

Mentre leggevo le statistiche, una vocina da qualche parte nella testa mi sussurrava che è arrivato il momento di dare una rinfrescata alla grafica del sito… ora, se solo riuscissi a trovare del dannato tempo libero… :|

In fuga dal Titanic

Thursday, October 11th, 2007

L’industria discografica attuale mostra segni di cedimento. E’ un processo in atto da anni, ma in questi giorni un paio di fatti interessanti lo hanno reso estremamente evidente.

Se da un lato la RIAA si rende ridicola pretendendo risarcimenti assurdi per lo scambio illegale di musica (220.000$ per 24 canzoni) dall’altro iniziano ad arrivare notizie dei primi artisti che abbandonano le grandi etichette musicali.

Negli ultimi giorni ha fatto un certo clamore la scelta dei Radiohead di consentire il download del loro prossimo album ad un prezzo deciso dagli utenti stessi. Ovviamente la mossa è stata possibile poiché i Radiohead hanno deciso di agire direttamente, liberandosi dall’influenza di etichette musicali.

Nella stessa direzione, qualche giorno dopo, è arrivata la dichiarazione di Trent Reznor (Nine Inch Nails), che ha deciso di non appoggiarsi più ad un’etichetta discografica. Stessa scelta operata da Oasis e Jamiroquai per il rilascio del loro prossimo album.

L’ultimo atto (fino ad ora) è la scelta di Madonna che, pur non spingendosi fino al punto di cercare un rapporto diretto con i fan su internet, ha deciso di appoggiarsi completamente a LiveNation (che non è un’etichetta discografica).

Qualcosa sta sicuramente cambiando. Per una volta potrebbe anche essere interessante stare alla finestra a vedere cosa succede ;)