Archive for November, 2008

Drummeria @ Blue Note

Friday, November 28th, 2008

Quello della Drummeria è uno spettacolo difficile da definire. Alla base c’è quello che tutti possono vedere: 5 batterie che suonano insieme su un palco. La vera bellezza dello spettacolo sta però nel vedere come suonano, si divertono, intrattengono, costruiscono e sorprendono i 5 batteristi che la compongono. Ed è anche in un certo senso la rivincita della batteria nei confronti di chi la vede come strumento facile, non melodico, di contorno.

I 5 componenti sono Ellade Bandini, Walter Calloni, Maxx Furian, Christian Meyer e Paolo Pellegatti. Nomi non particolarmente noti fuori dall’ambiente dei musicisti – 3 di loro non sono neanche su Wikipedia! – ma che giocano un ruolo primario nel presente e nel passato della batteria.

“Giocano”, a pensarci bene, è anche una descrizione perfetta di ciò che propongono sul palco. Un gioco che diverte sia gli artisti che il pubblico.

Lo spettacolo è un alternarsi di siparietti comici e pezzi suonati tutti insieme, più un assolo per ognuno dei cinque. Tra i soli, mi ha molto colpito quello di Maxx Furian (che non conoscevo): tecnicamente ineccepibile, musicale, pulito e fulminante. Menzione d’onore anche per Meyer, anche se ormai la sua bravura mi è nota al punto che mi sentirei ripetitivo a lodarlo ancora :D

I siparietti sono divertenti, ma a volte piuttosto mosci: si vede che c’è dietro più improvvisazione che non pianificazione. Diciamo che la parte comica dello spettacolo si regge sulla simpatia dei cinque e su un meccanismo di risata contagiosa – perché loro sembra che sul palco si divertano un mondo.

I pezzi d’insieme sono senza dubbio il vero valore della Drummeria. Oltre ad essere piacevoli da vedere e da sentire – non così scontato – sono la dimostrazione che è possibile reinventare la batteria e il ruolo del batterista nella musica moderna occidentale. Mica poco, direi ;)

Il progresso della progress bar

Saturday, November 22nd, 2008

Osservavo oggi la progress bar di Leopard mentre lentamente mi teneva informato sullo stato di alcuni updates. Probabilmente il mio umore non era già dei migliori: avevo appena resettato il Mac per un misterioso congelamento dell’interfaccia e mi aspettava un altro restart per l’installazione degli updates.

Forse è per questo che, guardando la barra, mi sono reso conto di una cosa. Le progress bar fanno schifo.

Non sto parlando di estetica, ma di problemi nell’interazione. Problemi gravi, a cui però ci siamo talmente abituati da non vederli più. In particolare i problemi sono due, a cui se ne può aggiungere un terzo – meno grave:

  1. Quando vedo una progress bar, mi aspetto che questa si riferisca all’operazione in corso. Il fatto che la barra arrivi al completamento e poi riparta da capo – senza che cambi il nome dell’operazione – è un esempio di pessimo design.
  2. Quando vedo una progress bar, mi aspetto che questa sia in rapporto 1:1 con l’operazione a cui si riferisce. Il fatto che la barra arrivi fino a metà e l’operazione si concluda – facendo quindi ripartire la barra da zero – è un altro esempio di pessimo design.
  3. Infine, una progress bar serve a dare due informazioni: una riguarda lo stato corrente dell’operazione, mentre l’altra è la conferma che qualcosa sta succedendo (ovvero: il computer non si è inchiodato). Se la barra si ferma per un’ora sul 23%, questa informazione viene persa. Lo stesso problema si ha quando la barra avanza di un pixel ogni 15 minuti: alzi la mano chi non ha mai usato il puntatore del mouse come indicatore per vedere se una barra avanzava o meno a livello subatomico :D

I primi due problemi sono quelli che ho notato oggi negli updates di Leopard, mentre il terzo è una caratteristica peculiare delle installazioni Adobe. Gli stessi problemi si riscontrano comunque in moltissimi altri casi.

Viene da chiedersi se mai avremo un qualche progresso verso delle progress bar migliori.

L’immagine è CC kbaird: http://flickr.com/photos/kevlar/2272366843/