Archive for January, 2009

The Jackals live @ Legend54

Sunday, January 25th, 2009

E’ un bel po’ che non parlo dei miei gruppi musicali su questo blog, ma la serata di ieri con i Jackals merita un post.

Per cominciare, il pubblico: dopo un paio di deprimenti serate in locali popolati solo da una dozzina di temerari, finalmente un gruppo di persone numeroso, che canta, balla e batte le mani a tempo. Persino dalla mia postazione trincerata dietro i fusti della batteria la partecipazione del pubblico si sentiva in maniera palpabile.

Incontrare poi, a fine concerto, uno spettatore che ringrazia perché gli è sembrato di ringiovanire di 20 anni è l’epitome dei motivi che spingono a salire su un palco, nonostante delusioni e difficoltà. Ammetto che sia retorico, ma è così.

In secondo luogo, il locale. Il Legend54 prometteva bene, ma si è rivelato addirittura al di sopra delle aspettative. Impianto audio/luci completissimo, batteria ottima e completamente microfonata, fonico professionale e attento – così come anche le ragazze al bancone del bar. E finalmente un soundcheck fatto come Dio comanda (anche se durante il concerto i volumi delle spie erano completamente diversi :P).

Tanto di cappello anche ai The Flights, che hanno suonato prima di noi e che hanno un gran tiro.

Per finire, nota scientifica. Foll ha misurato con WideNoise per iPhone la rumorosità del concerto: abbiamo trasformato il Legend in un’area T-Rex noise (credo avvicinandoci a fondo scala :D). Rock on!

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Nessun Neverwhere

Tuesday, January 20th, 2009

Neverwhere è un romanzo di Neil Gaiman. Ma è anche una serie televisiva inglese (sempre di Gaiman). Contrariamente a ciò che avviene di solito, la serie televisiva precede il libro: in effetti il romanzo è stato, per Gaiman, un modo per non abbandonare tutte le parti della sua sceneggiatura che erano state tagliate per esigenze televisive.

Il libro è molto divertente e ben scritto: Gaiman si conferma una garanzia.

La serie televisiva è, invece, una discreta schifezza. Anche tenendo conto che porta sul groppone più di 10 anni, la si può salvare solo per quell’affetto che si prova verso chi fa qualcosa con pochi mezzi e tanta buona volontà. E per l’accento deliziosamente british dei protagonisti, ovviamente :D

Mentre mi godevo il libro (e sopportavo la serie tv), mi sono più volte chiesto come si sarebbe potuto tradurre il titolo, “Neverwhere”. La versione italiana del libro si intitola “Nessun dove”: scelta perfettamente comprensibile – a me non è venuto in mente di meglio – ma fondamentalmente sbagliata.

I termini nessuno + dove costituiscono un neologismo che evoca l’immagine di un non-luogo, evocando soltanto una dimensione spaziale.
L’accoppiata never + where, invece, contiene sia un elemento spaziale (where) che uno temporale (never): molto più interessante!

La parte curiosa, però, arriva adesso. A pensarci bene, nessundove ha già una sua traduzione letterale in inglese, senza scomodare il neologismo di Gaiman: nowhere. Nessun + dove = no + where.
Ancora meglio: se proviamo a fare il percorso all’inverso partendo da nowhere, ci accorgiamo che non esiste una parola italiana che ne sia la traduzione. Possiamo dire “in nessun luogo”, “da nessuna parte”, ma non possiamo condensare il tutto in una singola parola. Se potessimo, sarebbe ovviamente nessundove.

Quindi, non solo in italiano non abbiamo un neverwhere. Non abbiamo nemmeno un nowhere!
O, quantomeno, io non l’ho trovato da nessuna parte ;)

Agile Camp

Saturday, January 17th, 2009

Oggi, gita a Lugano per l’AgileCamp2009.

Interventi a mio parere troppo tecnici (e io sono un tecnico!), ma non importa: tornare a Sketchin fa sempre piacere ;)

Sprise!

Friday, January 2nd, 2009

In questo periodo dell’anno si fanno liste di propositi… io faccio la lista delle keyword più assurde con cui la gente arriva sul mio sito :D
Nota: salvo un’eccezione (interessante sotto il profilo storico) non citerò la valanga di keyword collegate al termine “emo”, perché ormai sono routine ;)

  • “Emo nude” - in varie permutazioni, ha ormai scalzato il mitico universitarie nude (io continuo a preferire le universitarie)
  • “alessandro morandi ombrellino” - esiste un cocktail a mio nome?
  • “biglietti aug da inserire testo” – augh!
  • “britney sprise senza mutande” – chi? (la parte delle mutande cmq è un’indicazione abbastanza inconfondibile)
  • “effetti della fiat duna” – investito qualcuno?
  • “emo come si chiama quell emo bionda sempre kn la mano in su” – er…
  • “in psicologia che significato ha la posizione del versare da una bottiglia in un bicchiere” – a volte una bottiglia è solo una bottiglia ;)
  • “ma di chi è christmas with the yours” – ma di Elio e le Storie Tese, che diamine!
  • “majorettenude” – un evergreen, anche in versione salvaspazio
  • “modelli di unchi” – ah ci sono diversi modelli? (se non cogliete il riferimento, forse dovete vedere Dennō Coil…)
  • “nude a sorpresa” – TA DAAAAAA!
  • “se il mio computer non termina l’operazione è grave ?” – dipende chi stai operando
  • “sono una ragazza brutta nessuno mi vuole aggiungetemi il mio contatto msn vi prego!” – Caro Google…
  • “singulto peristaltico spongiforme fulminante” – sembra grave
  • “matematica contro internal number” – la versione nerd di “Maciste contro Freud”
  • “ora che ho il pc tutto funzionante che ci faccio?” – buttalo, il divertimento è finito
  • “sono innamorata di te blog” – il blog è diventato tutto rosso
  • “universitarie nude nei bagni” – grandi novità 2009!

L’albero della conoscenza

Friday, January 2nd, 2009

Ho appena scoperto che “albero”, in giapponese, si dice ki (sakura ki = ciliegio).
E curiosamente la sillaba ki – sia in katakana (キ) che in hiragana (き) – assomiglia proprio ad un albero.

Adoro queste epifanie minimali di significato, quando due nozioni apparentemente slegate si incastrano quasi per caso, per il solo fatto di aver gironzolato abbastanza a lungo nella nostra testa.

Forse il piacere per la conoscenza sta tutto qui, in fondo.