Archive for July, 2009

Abbonament wars: settimanale vs. mensile

Wednesday, July 22nd, 2009

Vivendo e lavorando a Milano, prendo i mezzi pubblici praticamente tutti i giorni. Finché stavo in università, era una pacchia: l’abbonamento studenti costa 17€, il che lo rende più economico praticamente di qualsiasi alternativa [1].

Diventato “adulto” (almeno secondo ATM) sarei dovuto passare ad un abbonamento urbano da 30€: decisamente meno conveniente. Le alternative, per chi viaggia molto, sono due tipi di biglietto: il carnet da 10 viaggi e il settimanale 2×6.

Il carnet costa 9,20€ e vale per 10 viaggi senza limiti di tempo: 10 in un giorno, 1 al mese per 10 mesi… o verosimilmente 10 alla settimana, considerando 5 giorni lavorativi. Al mese (4 settimane, per semplificare) vengono 36.80€: scartato.

Il settimanale costa 6,70€ e vale al massimo per due viaggi al giorno, per sei giorni e comunque non più di una settimana. Costo totale al mese 26,80€.

Messa così il settimanale sembrerebbe la soluzione migliore, anche ammettendo di sprecare sempre il sesto giorno [2]. Tuttavia la limitazione dei 2 viaggi al giorno ne riduce la convenienza: basta essere costretti a comprare 4 biglietti ordinari al mese e già siamo sopra i 30€ dell’abbonamento.

Ora, visto che sono abbastanza nerd da fare un post dettagliando questi costi al limite del centesimo, volete che mi facessi sfuggire l’occasione di raccogliere un po’ di dati statistici? Non sia mai! :D

Ecco quindi i risultati: nei sei mesi da gennaio 2009 a giugno 2009 ho sempre usato il settimanale (più carnet o biglietti singoli quando necessario) e il risultato finale è che ho risparmiato la mirabolante cifra di 7 centesimi di euro al mese. Accidenti.

Il guadagno mensile quindi è più teorico che altro. Rimane il fatto che (1) il settimanale è meno ingombrante dell’abbonamento, (2) non bisogna fare strani giochini per ricaricarlo e (3) non ha il costo una tantum di 10€ per l’emissione della tessera (ogni 4 anni). Inoltre può essere sostanzialmente vantaggioso in mesi come dicembre o agosto (ammesso che almeno un po’ di ferie le facciate :D).
Dall’altro lato l’abbonamento offre un po’ di libertà in più, ma finché non sarà possibile ricaricarlo in maniera semplice (ehi, esiste Internet!) non penso che sia poi un grande vantaggio.

~

[1] Se non vivete a Milano: il biglietto ordinario (=1 viaggio in metropolitana) costa 1€.

[2] Notare che il settimanale non conviene se si viaggia per soli 3 giorni alla settimana: 6,20€ per 6 viaggi sono praticamente 1€ a viaggio. In quel caso meglio comprare un carnet e tenersi buoni i viaggi avanzati, che tanto tornano sempre utili ;)

Man on the moon on the earth

Monday, July 20th, 2009

Oggi è il quarantesimo anniversario dello sbarco sulla luna. Per l’occasione, Google Street View mostra un piccolo astronauta invece del classico omino giallo segnaposto.

L'omino di Google Street View

Decisamente geniale :)

Legàmi

Monday, July 13th, 2009

Con la morte nel cuore, ho iniziato a liberarmi della mia (considerevole) collezione di mattoncini LEGO. Purtroppo occupano un sacco di spazio e non ha senso tenerli lì a fare polvere.

Al momento ho creato un’asta di prova su eBay, per vedere se funziona come canale. Non mi preme fare grandi guadagni dalla vendita, ma vorrei trovare un  acquirente che tratti i miei fedeli mattoncini con il rispetto che meritano ;)

Questo è ciò che sto vendendo al momento: il Mega Ufo Spia della serie Spyrius, noto anche con il nome (meno kitsch :D) di Centurion Saucer.

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Se la cosa vi interessa, fateci un salto ;)
E anche se non vi interessa, conoscete qualche altro canale attraverso il quale potrei ottenere lo stesso scopo?

Tremanda vendetta!

Saturday, July 11th, 2009

Ad occhio il team di localizzazione di Valkyrie Profile per DS ha fatto un lavoro tremAndo… :D

Vendetta, tremanda vendetta

Appunti da una lezione americana

Sunday, July 5th, 2009

Come era possibile intuire dal post di qualche giorno fa, sono stato per lavoro negli Stati Uniti. Ho visitato Philadelphia (decisamente di corsa) e la cittadina universitaria di State College, entrambe in Pennsylvania. Lascio qualche appunto sparso, che potrete gustare insieme ad una galleria fotografica (powered by Nokia 3600, quindi non aspettatevi qualità reflex :D).

Innanzitutto: confermo che per andare negli States bisogna compilare un questionario surreale le cui domande più significative sono “abusa o è dipente da droghe?”, “è mai stato coinvolto in attività di spionaggio, terrorismo, genocidio?”, “vuole entrare negli Stati Uniti per compiere attività criminali o illegali?”. Non solo: il questionario è da compilare online prima del viaggio e da ricompilare tale e quale sull’aereo, in forma cartacea. Misteri della burocrazia.

Sull’aereo, mi sono trovato a decifrare un curioso lavandino alieno: una levetta da premere per l’acqua fredda, una per l’acqua calda, una per aprire il tappo. Premerne una sola crea un rigagnolo di acqua gelida o bollente, del tutto insufficiente per lavarsi le mani. Premendo entrambe le leve dell’acqua si ottiene un getto soddisfacente, con l’inconveniente che non ci sono più mani da lavare. Riusciti a premere le leve con una sola mano – grazie a tecniche di prestidigitazione – si scopre che il lavandino è tappato e rischia di esondare in 10 secondi netti. Si lascia al lettore come esercizio scoprire con quale appendice corporea si possa premere anche la leva del tappo.

Convinto che Starbucks sia sinonimo di free wifi, sono rimasto sorpreso nel trovarne uno in cui il wifi non era affatto free. Serendipità ha voluto che fuori dal medesimo Starbucks ci fosse una rete Belkin aperta e liberamente accessibile :)

Per le strade di Philadelphia girano betoniere al contrario, con la parte alta davanti e quella bassa dietro. L’impressione, per l’occhio poco abituato, è quella che i conducenti statunitensi amino guidare a tutta velocità in retromarcia :D

La City Hall di Philadelphia non sembra un edificio particolarmente alto, ma la visita (semi)guidata alla torre sorprende con un panorama niente male. Per salire lungo la torre si prende un piccolo ascensore, che deve essere manovrato da una guardia: non ci sono i classici bottoni dei piani, ma una manopola per fare su/giù/stop. La guardia quindi sale sull’ascensore con i turisti, smanopola per andare su, aspetta i turisti mentre fanno sempre le stesse foto da turista, richiama all’ordine i turisti e infine smanopola per riportarli giù. Moltiplicate per il numero di viaggi al giorno e per i giorni in un anno e capirete perché la guardia della City Hall è probabilmente la persona più apatica e frustrata d’America.

La cittadina universitaria di State College è poco più di un paesino, sdraiato di fianco al campus lungo le due parallele di College Avenue e Beaver Avenue. Ovviamente la maggior parte delle attività commerciali sono dedicate agli studenti, con un proliferare quasi imbarazzante di gadget del college. Una spiegazione del fatto può essere che una maglietta dei Nittany Lions dice al mondo “sono un figo” tanto quanto una maglietta del Politecnico dice al mondo “sono un nerd” :D

I pub della zona sembrano abbastanza diligenti nel far rispettare il divieto a servire alcolici ai minori di 21 anni. Nota per il futuro: mai più uscire la sera senza un documento attestante che si, nonostante sembri uno studentello ho abbastanza anni per bere :P
Altro curioso divieto: non solo non si può fumare nei luoghi chiusi, ma nemmeno in prossimità delle porte, perché “il fumo entra nell’edificio”.

Ho scoperto cos’è il Tailgating: prima delle partite di football importanti le strade vicino allo stadio diventano un’unica lunga distesa di americani che bevono e fanno barbecue. Il supporto principale dell’attività è dato dal classico pickup americano con il portellone posteriore (tailgate) abbassato. La pratica è così diffusa che su alcune strade addirittura dei cartelli intimano “no tailgating”.

Personaggio chiave del viaggio: Joe Paterno. Non ho idea di chi sia, ma a State College è venerato come una divinità del football. In giro si trovano magliette di Joe Paterno, libri su Joe Paterno, pupazzetti con testona penzolante di Joe Paterno e addirittura (in un caso) la palla di vetro piena di neve di Joe Paterno :D

Le hostess Lufthansa sono decisamente più carine di quelle di US Airways. Da tener presente per il prossimo viaggio. (Ah, e i sedili sono più larghi).