Archive for the 'life' Category

Un viaggio, correndo sui voltaggi doppi

Monday, November 29th, 2010

Le istruzioni di un adattatore per prese elettriche, comprato nella cosmopolita città di Londra.

Italian – L’italiano

Il Riduttore di Viaggio di Regno Unito di visitatore. L’ideale per tutti i viaggiatori stranieri che visitando il Regno Unito. Accetta delle spine da intorno il mondo. Andato bene con un fusibile di 13 amp sostituibile.

L’Avvertimento di sicurezza Prima che l’uso ha letto per favore ed usa attentamente conformemente a nostro ha l’istruzione di sicurezza inclusa al di sotto.

Fare – di Assicurare che l’elettrodomestico è conveniente per l’alimentatore locale. Controllare prima dell’uso. Questo riduttore può essere inserito in qualunque BS1363 3-, paesi con questa presa sono: Regno Unito, Irlanda, Cipro, Gibilterra, Hong Kong, India, Kenya, Malaysia, Malta, Mauritius, Nigeria, Pakistan, Seicelle, Singapore, Sud Africa, e Sri . Il Regno Unito e la maggioranza di questi paesi da Europa, Africa e parti del Lontano Est ha un 220-250V alimentatore, sebbene alcuni può avere un’alternativa localizzato elettrico sistema. I paesi che hanno un 110V l’alimentatore sono USA, Canada, il Giappone, le parti di America del sud, e delle aree di Europa.

Fare – l’Assegno se il suo elettrodomestico è convenienti per il voltaggio doppio, la maggior parte degli elettrodomestici di viaggio sono disegnato per correre sui voltaggi doppi. Se il suo elettrodomestico ha un selezionatore di voltaggio, assicura che è commutato al voltaggio di provvista locale. Questo riduttore non cambia i voltaggi.

Fare – Sempre di inserire il suo elettrodomestico in questo riduttore prima di inserire nella presa di muro. Questo riduttore di viaggio di Masterplug può essere usato sicuramente con entrambi l’earthed e non l’earthed 2 filo metallico [ ] gli elettrodomestici. Il tipo di spine che possono essere usate con questo riduttore sono mostrati al di sotto.

Fare – di Inserire il riduttore nella presa di muro ed usare l’elettrodomestico nella maniera normale.

Fa Non – Uso se il locale va bene lascia inserimento di questo . Questo può essere il caso in alcuni paesi.

Fa Non – Eccede il massimo ammissibile carico . 250 Volt un c., 3, 120 Watt. L’assegno che il suo tipo di spina e l’elettrodomestico non eccedono un fusibile che valutando di 13 amp. Questi non deve essere usato con questo riduttore.

Cambiare il Fusibile
Può essere necessario per sostituire il 13A il fusibile in questo riduttore, in quest’avvenimento questo per favore seguente delle istruzioni seguenti.

  1. Usare un piccolo piatto bladed gentilmente leva il porta-fusibile la base del riduttore
  2. Togliere il fusibile dal supporto e sostituire col fusibile di 13 Amp nuovo.
    Importante – Soltanto va bene un fusibile di 13 Amp che si conforma a BS1362.
  3. Spingere il dorso di porta-fusibile nell’assicurare di alloggio di riduttore che è il flusso con la superficie.

Apple Store: come non progettare un profilo utente

Wednesday, August 26th, 2009

Apple a volte sa essere davvero assurda. Il fatto che costruisca prodotti di altissima qualità, con un’attenzione maniacale all’interfaccia utente, mi rende incomprensibile come possa mettere online una schifezza come la gestione profilo dell’Apple Store.

Entro nel sito di Apple Store Italia. Ho già un account, quindi mi piacerebbe fare login. Esiste un link o un pulsante per il login? No.

Alla fine clicco su “account”, che mi sembra concettualmente simile. Mi si presenta questa tabella:

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Sorvoliamo sul padding messo a caso e sulla frase descrittiva più inutile del 2009 (“Tieni traccia degli ordini, modifica e altro.”), ma… cosa ci fanno tutti quei link? Vuoi vedere che sono già loggato?
Ovviamente no: infatti da un link piccino picciò in alto a destra occhieggia un “login”. Clicco.

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“Registrati ora”, mi dicono. Ma come, non dovevo fare login?
Ah no, ho capito: usano “registrati” per “login”. Praticamente come usare “sali per “scendi”, visto cosa significa normalmente registrarsi ad un sito.
Mi “registro”.

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Finisco di nuovo sulla tabella con le varie opzioni, ma ora due sono disabilitate. Ohibò, gli utenti registrati possono fare meno cose di quelli anonimi.

Vabbè, pazienza. Torno allo shop, metto un Leopardo delle Nevi nel carrello, vado alla cassa…

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Come sarebbe a dire, “registrati”? Cosa ho fatto due minuti fa? (Tra parentesi, sorvoliamo sul fatto che le istruzioni sono un po’ al singolare e un po’ al plurale).
Pare che Apple non abbia buona memoria.

Vabbè, mi “registro” di nuovo e arrivo alle Informazioni sulla consegna: Apple vuole sapere il mio nome, cognome, indirizzo e telefono per la spedizione.

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Mi soffermo a rimirare la piacevole disposizione dei campi della form, finché mi sorge un dubbio: ma quando mi sono registrato (registrato davvero, non “registrato”) non ho già inserito questi dati?

Torno alla pagina dell’Account, clicco su Modifica i dati dell’account.

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Sorvoliamo sugli errori di ortografia (“completandi i campi”???): l’indirizzo principale è già inserito. L’indirizzo per la spedizione va inserito solo se differente, quindi dovrei essere a posto.
Vabbè, abbiamo visto che Apple non ha memoria, passiamole anche questa.

Mentre sono nel profilo, però, mi punge vaghezza di annullare l’iscrizione alla newsletter (una checkbox, più giù nella stessa pagina – fuori dallo screenshot di cui sopra). Clicco la checkbox, poi clicco “continua”… errore! Non ho inserito la password e la relativa conferma (i due campi in alto a destra).

Ora, qualcuno mi può spiegare perché per modificare il mio profilo sono costretto a cambiare la password? Non dico ad inserire la mia password per sicurezza – e comunque sarebbe la terza volta – ma proprio a specificarne una nuova.
Mah. Alla fine non cambio nulla.

Torno all’Account, noto un link “Gestione rubrica indirizzi spedizione”: clicco sperando di fare chiarezza.

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“Registrati ora”. Ehi, Apple, sicura che non hai di nuovo esagerato con la tequila? Sono sempre io, quello di cinque minuti fa.
Vabbé: mi “registro” per l’ennesima volta.

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Ok, questo cosa diavolo sarebbe? Righe e parole a caso: forse è un quadro futurista. Andando a tentoni, clicco su “modifica”: sembra un link promettente.

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Ok, il primo campo è in inglese (chissà perché), gli altri sono tutti vuoti.
Apple, dove eri mentre ti dicevo il mio indirizzo? Tra l’altro hai pure il coraggio di chiedermi di nuovo la mia mail che è lo user id dell’account… quello almeno potresti ricordartelo, no?

Dopo aver compilato, posso finalmente acquistare. Mi “registro” ancora una volta (forse non sono abbasstanza convincente quando faccio login) leggo un paio di schermate di riepilogo mezze in inglese e mezze in italiano sgrammaticato, finalmente completo l’acquisto.

Già che ci sono, provo a dare un’occhiata allo Stato dell’ordine:

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Oddio, si ricomincia…

Legàmi

Monday, July 13th, 2009

Con la morte nel cuore, ho iniziato a liberarmi della mia (considerevole) collezione di mattoncini LEGO. Purtroppo occupano un sacco di spazio e non ha senso tenerli lì a fare polvere.

Al momento ho creato un’asta di prova su eBay, per vedere se funziona come canale. Non mi preme fare grandi guadagni dalla vendita, ma vorrei trovare un  acquirente che tratti i miei fedeli mattoncini con il rispetto che meritano ;)

Questo è ciò che sto vendendo al momento: il Mega Ufo Spia della serie Spyrius, noto anche con il nome (meno kitsch :D) di Centurion Saucer.

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Se la cosa vi interessa, fateci un salto ;)
E anche se non vi interessa, conoscete qualche altro canale attraverso il quale potrei ottenere lo stesso scopo?

Appunti da una lezione americana

Sunday, July 5th, 2009

Come era possibile intuire dal post di qualche giorno fa, sono stato per lavoro negli Stati Uniti. Ho visitato Philadelphia (decisamente di corsa) e la cittadina universitaria di State College, entrambe in Pennsylvania. Lascio qualche appunto sparso, che potrete gustare insieme ad una galleria fotografica (powered by Nokia 3600, quindi non aspettatevi qualità reflex :D).

Innanzitutto: confermo che per andare negli States bisogna compilare un questionario surreale le cui domande più significative sono “abusa o è dipente da droghe?”, “è mai stato coinvolto in attività di spionaggio, terrorismo, genocidio?”, “vuole entrare negli Stati Uniti per compiere attività criminali o illegali?”. Non solo: il questionario è da compilare online prima del viaggio e da ricompilare tale e quale sull’aereo, in forma cartacea. Misteri della burocrazia.

Sull’aereo, mi sono trovato a decifrare un curioso lavandino alieno: una levetta da premere per l’acqua fredda, una per l’acqua calda, una per aprire il tappo. Premerne una sola crea un rigagnolo di acqua gelida o bollente, del tutto insufficiente per lavarsi le mani. Premendo entrambe le leve dell’acqua si ottiene un getto soddisfacente, con l’inconveniente che non ci sono più mani da lavare. Riusciti a premere le leve con una sola mano – grazie a tecniche di prestidigitazione – si scopre che il lavandino è tappato e rischia di esondare in 10 secondi netti. Si lascia al lettore come esercizio scoprire con quale appendice corporea si possa premere anche la leva del tappo.

Convinto che Starbucks sia sinonimo di free wifi, sono rimasto sorpreso nel trovarne uno in cui il wifi non era affatto free. Serendipità ha voluto che fuori dal medesimo Starbucks ci fosse una rete Belkin aperta e liberamente accessibile :)

Per le strade di Philadelphia girano betoniere al contrario, con la parte alta davanti e quella bassa dietro. L’impressione, per l’occhio poco abituato, è quella che i conducenti statunitensi amino guidare a tutta velocità in retromarcia :D

La City Hall di Philadelphia non sembra un edificio particolarmente alto, ma la visita (semi)guidata alla torre sorprende con un panorama niente male. Per salire lungo la torre si prende un piccolo ascensore, che deve essere manovrato da una guardia: non ci sono i classici bottoni dei piani, ma una manopola per fare su/giù/stop. La guardia quindi sale sull’ascensore con i turisti, smanopola per andare su, aspetta i turisti mentre fanno sempre le stesse foto da turista, richiama all’ordine i turisti e infine smanopola per riportarli giù. Moltiplicate per il numero di viaggi al giorno e per i giorni in un anno e capirete perché la guardia della City Hall è probabilmente la persona più apatica e frustrata d’America.

La cittadina universitaria di State College è poco più di un paesino, sdraiato di fianco al campus lungo le due parallele di College Avenue e Beaver Avenue. Ovviamente la maggior parte delle attività commerciali sono dedicate agli studenti, con un proliferare quasi imbarazzante di gadget del college. Una spiegazione del fatto può essere che una maglietta dei Nittany Lions dice al mondo “sono un figo” tanto quanto una maglietta del Politecnico dice al mondo “sono un nerd” :D

I pub della zona sembrano abbastanza diligenti nel far rispettare il divieto a servire alcolici ai minori di 21 anni. Nota per il futuro: mai più uscire la sera senza un documento attestante che si, nonostante sembri uno studentello ho abbastanza anni per bere :P
Altro curioso divieto: non solo non si può fumare nei luoghi chiusi, ma nemmeno in prossimità delle porte, perché “il fumo entra nell’edificio”.

Ho scoperto cos’è il Tailgating: prima delle partite di football importanti le strade vicino allo stadio diventano un’unica lunga distesa di americani che bevono e fanno barbecue. Il supporto principale dell’attività è dato dal classico pickup americano con il portellone posteriore (tailgate) abbassato. La pratica è così diffusa che su alcune strade addirittura dei cartelli intimano “no tailgating”.

Personaggio chiave del viaggio: Joe Paterno. Non ho idea di chi sia, ma a State College è venerato come una divinità del football. In giro si trovano magliette di Joe Paterno, libri su Joe Paterno, pupazzetti con testona penzolante di Joe Paterno e addirittura (in un caso) la palla di vetro piena di neve di Joe Paterno :D

Le hostess Lufthansa sono decisamente più carine di quelle di US Airways. Da tener presente per il prossimo viaggio. (Ah, e i sedili sono più larghi).

Pronti alla partenza

Tuesday, June 23rd, 2009

Going to USA

Il volume in sanscrito

Monday, May 4th, 2009

Facendo pulizie digitali di primavera, ho ritrovato un wiki che avevo utilizzato – insieme ad un collega e al mio correlatore – per raccogliere i materiali della tesi.

Annidato tra le pagine di discussione, questo scambio di battute a tre che mi sembra degno di essere pubblicamente celebrato :D

La tesi dovrebbe avere un numero di pagine compreso tra 1500-2000 e dovrebbe essere suddivisa in 6-7 tomi di indicativamente 250-300 pp. ciascuno, di cui almeno due in italiano, due in inglese, uno in tedesco, i rimanenti in latino.

Che delusione… pensavamo di farne almeno uno in sanscrito.

Se proprio volete lavorare, allora – anche per essere in grado di indirizzare un mercato e un bacino di lettori più ampio – magari fate un volumetto di 200 pagine in sanscrito che riassume tutta la serie. Se avete bisogno di qualche contatto per praticare la lingua, magari posso darvi una mano io a trovare qualche indiano :-)

50 m3 \/\/4nT t3h TiT13 i|\| 13375P34K: “uB3R-4CTiV3 RuLeZ 2 PWN 4D4p7iVi7y OPH n00b W3B 4pPLiC4Tio|\|”… 533 th4t r0x0r !! (4ND PH34r m4h l337 5kILLZ :P)

La sanità mentale dei nostri eroi inizia a vacillare, sull’orlo delle 100 pagine… :D

Obbligo verità

Saturday, April 18th, 2009

Veri gnocchi di patate vere

Nella stessa linea di prodotti:

  • Finti gnocchi di patate vere (puré)
  • Veri gnocchi di patate finte (gnocchi fritti)
  • Finti gnocchi di patate finte (fusilli al ragù)

Un grappolo di gru

Sunday, March 22nd, 2009

Art Attack!

paper-cranes

Ora me ne mancano solo novecentosessantuno ;)

Nato sotto il segno del pesce

Saturday, February 14th, 2009

Konrad Lorenz, nel suo Anello di Re Salomone, racconta del curioso comportamento dello spinarello. Lo spinarello è un pesce che diventa tanto più bellicoso quanto più si trova vicino al proprio nido: nelle vicinanze è un campione di ferocia, disposto a difendere il proprio spazio anche a costo della vita, ma quando si allontana diventa via via più arrendevole e sottomesso.

Curioso – ho pensato leggendolo – come sia il ribaltamento di qualcosa che conosco bene.

In questi giorni capita che sia preso da una certa euforia creativa: mille cose da fare, scrivere, vedere, ascoltare. Tutto questo, però, soltanto quando non posso farle.
Mi viene voglia di scrivere degli articoli per il blog? Sono in coda dal veterinario. Mi passano per la testa una mezza dozzina di posti in cui andare? Sto facendo la doccia. Sento l’ispirazione per riprendere in mano un progetto dormiente? Sono bloccato nel traffico.

Quando invece sono libero di fare quello che voglio, scopro che in realtà non lo voglio affatto. Tutti i miei progetti di poco prima sono così lontani che sembrano appartenere alla vita di qualcun altro.
Così il tempo libero sgocciola via, perdendosi in mille rivoli inconcludenti. E più lui se ne va, più sento che ci sono cose che posso fare, che devo fare, che voglio fare. Ma non c’è più tempo.

The time is up. The song is over. Thought I’d something more to say.

The Jackals live @ Legend54

Sunday, January 25th, 2009

E’ un bel po’ che non parlo dei miei gruppi musicali su questo blog, ma la serata di ieri con i Jackals merita un post.

Per cominciare, il pubblico: dopo un paio di deprimenti serate in locali popolati solo da una dozzina di temerari, finalmente un gruppo di persone numeroso, che canta, balla e batte le mani a tempo. Persino dalla mia postazione trincerata dietro i fusti della batteria la partecipazione del pubblico si sentiva in maniera palpabile.

Incontrare poi, a fine concerto, uno spettatore che ringrazia perché gli è sembrato di ringiovanire di 20 anni è l’epitome dei motivi che spingono a salire su un palco, nonostante delusioni e difficoltà. Ammetto che sia retorico, ma è così.

In secondo luogo, il locale. Il Legend54 prometteva bene, ma si è rivelato addirittura al di sopra delle aspettative. Impianto audio/luci completissimo, batteria ottima e completamente microfonata, fonico professionale e attento – così come anche le ragazze al bancone del bar. E finalmente un soundcheck fatto come Dio comanda (anche se durante il concerto i volumi delle spie erano completamente diversi :P).

Tanto di cappello anche ai The Flights, che hanno suonato prima di noi e che hanno un gran tiro.

Per finire, nota scientifica. Foll ha misurato con WideNoise per iPhone la rumorosità del concerto: abbiamo trasformato il Legend in un’area T-Rex noise (credo avvicinandoci a fondo scala :D). Rock on!

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